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Cassa di Solidarietà
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La Cassa di solidarietà tra ferrovieri nasce nel 2006, dalla lotta condotta attraverso l'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, per il reintegro di Dante De Angelis, licenziato per essersi rifiutato di guidare un treno attrezzato con il pedale “a uomo morto” e dei 4 ferrovieri licenziati in seguito alla trasmissione Report che denunciava gravi problemi di sicurezza. Una volta vinta la battaglia con la riassunzione di tutti e 5 i nostri colleghi, abbiamo sviluppato quello strumento di sostegno e solidarietà trasformandolo in una Cassa permanente.

La Cassa ha nel suo Statuto il sostegno (in particolare per le spese legali) di delegati, RLS, attivisti e lavoratori colpiti dalla repressione per il loro intervento sulla sicurezza. In ferrovia abbiamo tante e tante sanzioni disciplinari, e quelle relative alla pretesa di sicurezza, alla denuncia della sua mancanza, sono le più corpose fino al licenziamento, come per Dante, per il capotreno Sandro Giuliani, fino a quello di Riccardo Antonini, licenziato per essersi messo a disposizione, gratuitamente, dei familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. In questi anni è cresciuta con i versamenti di 5 euro al mese di tanti ferrovieri ma anche non, come i familiari e cittadini di Viareggio, o lavoratori di altri settori o realtà organizzate che hanno capito che chi difende la sicurezza in ferrovia è un patrimonio della collettività.

Tanti gli interventi verso i ferrovieri licenziati e perseguiti come Dante, Sandro e Riccardo, o per sostenere le spese legali di alcuni colleghi apprendisti, licenziati nel 2010, fra cui Fabrizio Citi  o il sostegno a Bruno Bellomonte, capostazione di Sassari, protagonista di tante lotte, sospeso dall'azienda a tempo indeterminato per accuse relative a procedimenti per i quali era stato già completamente scagionato.
Ma è intervenuta anche per i non "strettamente" ferrovieri, come la moglie del macchinista morto nel disastro di Crevalcore, i lavoratori dei Treni Notte licenziati, gli autisti ATM genovesi o il nostro storico sostenitore autoferrotranviere trentino.
Per capire il ruolo della Cassa, basti sapere che interviene per provvedere alle spese legali dei Rappresentanti dei Lavoratori per la alla Sicurezza (RLS) parte civile nel processo per la strage di Viareggio e in quello per la morte del macchinista Solinas in Sardegna con il treno schiantatosi contro un masso franato sulla ferrovia.

La Cassa ha un ruolo di supporto molto importante, economico, ma anche sindacale, sociale, umano. Sappiamo come sempre più spesso vanno le sentenze, ma non ci fermiamo: la lotta per la sicurezza e la salute viene prima di ogni contratto, ogni legge, ogni “accordo”.
Poiché l'attacco e le pretese verso i lavoratori si fanno sempre più forti e i colleghi che non si piegano, evidentemente, sono tanti (e questo è un segnale positivo), le richieste di sostegno sono in continuo aumento e vorremmo avere la forza di soddisfarle tutte, in maniera sempre più puntuale.


Il direttivo della cassa è composto da:
Crociati Marco, Nanni Maria, Lazzari Patrizia, Grosso Roberto, Pellegatta Alessandro, Dessì Gabriele, Romeo Domenico, Badoni Maurizio.


Cassa di Solidarietà tra ferrovieri
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