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Comunicati Recenti (Blog)
COMUNICATO 1-2024
Il nuovo anno porta con sé i venti di guerra che travolgono popolazioni inermi, vittime innocenti di giochi
imperialistici....
Pubblicato da Direttivo della Cassa - 29/2/2024
COMUNICATO 7-2023 – STORIE DI FERROVIARIA INGIUSTIZIA
Abbiamo deciso di scrivere questo comunicato di fine anno per fare il punto su una serie di situazioni.
Pubblicato da Direttivo della Cassa - 5/12/2023
SUL DISASTRO DI BRANDIZZO
Il nostro cordoglio, la nostra vicinanza ai familiari delle vittime e ai colleghi dei 5 lavoratori morti......
Pubblicato da Direttivo della Cassa - 3/9/2023
AL COLLETTIVO EX GKN
ancora dalla Cassa di solidarietà tra ferrovieri, alla Cassa di resistenza ex Gkn...
Pubblicato da Direttivo della Cassa - 27/4/2023
BREVE “LETTERA APERTA” AI COLLEGHI/E DI VITERBO....
Nel comunicato della Cassa del 5 ottobre 2022 abbiamo trattato dei provvedimenti disciplinari comminati il 21 settembre scorso ai colleghi Rfi di Viterbo...
Pubblicato da Direttivo della Cassa - 11/4/2023







COMUNICATO 1-2024


Il nuovo anno porta con sé i venti di guerra che travolgono popolazioni inermi, vittime innocenti di giochi

imperialistici e di personaggi sconsiderati, dominati solo da una smisurata avidità di potere.

E se il clima, a livello internazionale, è oltremodo pesante, altrettanto si può dire della situazione infortunistica

che colpisce i lavoratori italiani. A leggere bene i dati (Inail) relativi all’anno passato, si rileva come la lieve

flessione delle denunce di infortunio sia dovuta alla riduzione dei casi di contagio da Covid 19. Così come la

diminuzione dei casi mortali è relativa solo a quelli in itinere dato che per quelli accaduti durante il lavoro c’è

stato un aumento, così come pure per le malattie professionali. E a rischiare di più sono i lavoratori stranieri

(spesso in nero) e gli anziani (tra 55 e 64 anni e in particolare gli over 65).

E che la sicurezza, anche in ferrovia, continui a restare un insieme di norme scritte sulla carta lo ha dimostrato

purtroppo il gravissimo incidente di Brandizzo del 30 agosto scorso, dove cinque operai di una ditta in

subappalto, sono stati travolti da un treno in corsa mentre lavoravano in mezzo alla linea.

Continuano gli incidenti anche mortali (come quello di Thurio del 28 ottobre dove ha perso la vita la capotreno

Maria e il giovane autista del camion) ai passaggi a livello e gli svii; la tesi dell’errore umano non regge più,

serve solo a trovare un capro espiatorio, ed è evidente che è il sistema tutto a dover essere messo in discussione.

L'inizio del 2024 è segnato dalla sentenza, del 15 gennaio, di Cassazione-bis sulla strage di Viareggio del 29

giugno 2009, con la conferma, per la prima volta nella storia, delle responsabilità per i vertici delle società

straniere e di FSI, anche se un appello-ter dovrà nuovamente pronunciarsi circa i mesi per le aggravanti.

Ed è del 12 febbraio il partecipatissimo sciopero dei ferrovieri, in particolare del personale dei treni e

dell'infrastruttura di Rfi, organizzati in assemblee autoconvocate per migliori condizioni di lavoro e per la

sicurezza del trasporto.

La Cassa è stata (e sarà) a fianco di quanti, con la loro denuncia e resistenza si oppongono ad uno stato di cose

in continuo peggioramento e non accettano di assistere inerti ai soprusi e forzature normative che determinano

un aumento dei rischi con conseguenze sempre più spesso letali, pagate dai lavoratori in prima persona.

Nel 2023 abbiamo sostenuto:

- il macchinista di Reggio Emilia Adriano Patti, con un contributo spese legali in seguito al suo

licenziamento;

- gli addetti alla manutenzione di Viterbo – Giampaolo Renzoni e Giulio Cammarata – attualmente

impegnati in ricorsi legali per il reintegro sul posto di lavoro;

- il capotreno di Roma Sandro Giuliani, che ha tentato un ricorso alla Corte europea per vedersi

riconosciute le ragioni della condotta che ha portato al suo licenziamento;

- il tecnico Rfi di Cosenza Luigi Puntoriero da anni impegnato in una onerosa causa legale;

- la cassa di resistenza degli operai della Gkn, che abbiamo supportato nella loro sacrosanta battaglia.

Rinnoviamo come sempre l’appello a continuare ad iscriversi e a rendere la Cassa uno strumento sempre più

efficace e un’arma di solidarietà e sostegno concreto ed aggregante.


16 febbraio 2024 Il                                                           Direttivo della Cassa di Solidarietà



Solidarietà


COMUNICATO 5-2023 – STORIE DI FERROVIARIA INGIUSTIZIA


Abbiamo deciso di scrivere questo comunicato di fine anno per fare il punto su una serie di situazioni che

abbiamo trattato e delle quali riteniamo importante riportare ad iscritti ed iscritte gli sviluppi.

Ci preme sottolineare anche che leggere i fatti che seguono in ordine cronologico rende l’idea di come certe

politiche liberiste in materia di licenziamento (v. Jobs Act) e il clima spesso ostinatamente favorevole alla parte

padronale abbia reso questo provvedimento frequentemente e sprezzantemente utilizzato.

2011

Sandro Giuliani, capotreno di Roma, viene licenziato per aver preteso di applicare le normative di sicurezza, in

particolare contro l’agente solo alla guida dei treni.

La Cassa ha sostenuto la battaglia legale di Sandro, accurata e dettagliata, ma il suo ricorso è stato respinto in

tutti i gradi di giudizio, fino alla Cassazione. Sandro ha deciso di ricorrere anche alla Corte europea per vedersi

riconosciuta almeno la ragionevolezza della sua condotta e la correttezza dei suoi principi; ma il ricorso è stato

dichiarato inammissibile. Abbiamo quindi rimborsato le spese legali.

2021

Luigi Puntoriero è un tecnico di ufficio di Ferservizi e coordinatore regionale USB di Cosenza.

Dopo una serie di denunce effettuate in qualità di RLS relative alle condizioni di sicurezza dei cantieri di una

galleria nella tratta Cosenza-Paola e della stazione di Paola, viene licenziato (anche con tempistiche irregolari).

Il giudizio di primo grado ha confermato il licenziamento,con una sentenza scandalosa. Ricorrerà in appello.

Stiamo sostenendo Luigi in questo momento difficile della sua vita, con una situazione economica precaria

anche a causa delle esose spese legali.

2022

A settembre Giulio Cammarata, tecnico della manutenzione di Viterbo, viene licenziato in tronco; a Giampaolo

Renzoni – nella sua squadra ma come apprendista – non viene rinnovato il contratto alla scadenza mentre altri 4

lavoratori di quello stesso turno vengono sospesi. Giulio e altri colleghi avevano, in precedenza, denunciato

ai raappresentanti sindacali episodi che mettevano a rischio la sicurezza.

Giulio e Giampaolo sono ricorsi in giudizio e le cause sono in corso.

Stiamo sostenendo Giulio e sottoscritto per Giampaolo, mentre le Rsu hanno avviato una raccolta a loro favore.

2023

A gennaio Adriano Patti, macchinista di Reggio Emilia, supera un passaggio a livello per errore, mal

interpretando la prescrizione ricevuta; viene licenziato poco dopo aver chiarito la sua posizione con

l’azienda. Da rimarcare che in precedenza casi simili mai avevano determinato il licenziamento. Oltretutto

per Adriano questa è stata l’unica contestazione ricevuta in tutta la sua carriera. Abbiamo sostenuto il

collega con un contributo per le spese legali. Successivamente Adriano ha accettato una transazione

rinunciando al ricorso.

Salta all’occhio come la repressione aziendale sia trasversale a settori lavorativi e dipendenti con diverse

mansioni, anzianità e livello. Che hanno però un denominatore comune: battersi per la sicurezza e/o essere

utilizzati come capri espiatori in mancanza di misure e sistemi di sicurezza.

Ribadiamo perciò l'invito ad iscriversi o rinnovare l'iscrizione alla Cassa; parlare con chi sta vivendo queste

ingiustizie e capire come la vita possa cambiare da un momento all’altro a causa di una dirigenza arrogante

che tratta i lavoratori come numeri, ci spinge a star loro ancora più vicino. Perché il sostegno e il calore sono

determinanti per avere la forza necessaria per continuare a lottare.

5 dicembre 2023                                                                       Il Direttivo della Cassa di Solidarietà







COMUNICATO 4-2023 – SUL DISASTRO DI BRANDIZZO



Il nostro cordoglio, la nostra vicinanza ai familiari delle vittime e ai colleghi dei 5 lavoratori morti 

nella notte tra il 30 e 31 agosto nel gravissimo disastro ferroviario a Brandizzo – tra Torino e Milano – travolti da un treno in corsa

mentre lavoravano sulla linea ferroviaria. Tutti e cinque dipendenti di una ditta di subappalto, la Sigifer, alla quale

Rfi si rivolge per effettuare queste lavorazioni. Siamo vicini anche ai due colleghi macchinisti il cui treno ha

straziato i corpi degli operai...


E alla tragedia si aggiunge rabbia per il consueto elenco di affermazioni ormai note: “esprimiamo vicinanza”;

“chiediamo si faccia piena luce quanto prima”; “incidente inaccettabile”; “si auspica che si effettuino tutte le

verifiche e si faccia un’inchiesta” fino all’immancabile riferimento all’errore umano (cit. Ministro dei Trasporti).


In questo quadro funesto, la procura di Ivrea afferma: “è evidente che quanto accaduto ha reso palese che il

meccanismo di garanzia non era sufficiente a tutelare adeguatamente un lavoro così delicato in una sede così

pericolosa come è la sede dei binari ferroviari”. Questo dovrebbe indurre a mettere in discussione il sistema, ma

temiamo, come sta accadendo per tanti casi come il disastro di Andria e Corato e di Livraga, che tutto si concentri

sulle “ultime ruote del carro”: coloro che lavorano in condizioni di assenza dei basilari elementi di sicurezza (ad

oggi i soli indagati sono infatti i due sopravvissuti). Nel processo per la strage di Viareggio, solo una mobilitazione

di 14 anni dei familiari, ferrovieri e cittadini, ha impedito finora che tutto ricadesse sugli operatori.


È da accertare la dinamica dell’accaduto ma è già certa l’essenza di molti incidenti ferroviari: la sicurezza non c’è se

si consente che il possibile e prevedibile errore umano causi incidenti o disastri, non c’è quando la tanto decantata

tecnologia non viene impiegata perché rappresenta un costo (ricordiamo Corato? È del 2016, non del 1871), la

sicurezza non c’è se si taglia il personale, non c'è se si appaltano e subappaltano le lavorazioni in condizioni di

massimo sfruttamento e ricatto, la sicurezza non c’è se gli Rls e gli attivisti che informano e denunciano vengono

intimiditi, sanzionati e licenziati!


Proprio in questo campo agiamo come Cassa: per sostenere chi difende la sicurezza ed è perseguito, sostegno

economico per i ricorsi legali e non solo, ma anche sindacale e umano, perché questi lavoratori sono i veri

“anticorpi” contro l'insicurezza, il vero patrimonio da difendere in ogni modo. Pensiamo che questo sia il nostro

maggior contributo in difesa della sicurezza collettiva e perchè un giorno non si debbano ancora piangere i

lavoratori come a Brandizzo!


Anche in questo caso faremo la nostra parte per far arrivare la concreta vicinanza nostra e dei ferrovieri ai familiari

delle vittime e far loro sapere che non sono soli.


Ma ci pare evidente che perché le cose comincino a cambiare è necessario il protagonismo dei lavoratori costante

di tutti e tutte, sostenendo e affiancando chi denuncia, unendosi e lottando per migliorare le condizioni di lavoro e

la sicurezza di tutti.


3 settembre 2023                                                                                           Il Direttivo della Cassa di Solidarietà





Comunicato 


25 Aprile 2023



Al Collettivo ex GKN: ancora dalla Cassa di solidarietà tra ferrovieri, alla Cassa diresistenza ex Gkn.

Cari compagni.

nel settembre 2021 abbiamo risposto al vostro appello versando un contributo per sostenere la vostra (lunga) lotta.

Alcuni giorni fa abbiamo deciso di intervenire nuovamente. In allegato trovate copia del bonifico (2.000 euro).

Dopo quasi due anni, siamo sempre al vostro fianco per sostenere la lotta, per contribuire a sostenere i lavoratori 

 ex Gkn che da oltre sei mesi sono senza alcuna retribuzione.

La nostra Cassa è impegnata a sostenere i ferrovieri colpiti dalla repressione aziendale, di cui 4 sono i licenziati...

Licenziati alcuni per aver informato, denunciato e preteso sicurezza per i lavoratori e per il trasporto ferroviario; altri

accusati di “errore umano”: errore a cui conducono invece proprio le condizioni e l'organizzazione del lavoro!


Abbiamo scelto questa giornata, il 25 Aprile, per farvi giungere il nostro messaggio

perché sappiamo che per voi, come per noi, la memoria della Resistenza al

nazifascismo è viva e nutre la resistenza e la lotta di oggi.


Il Direttivo della Cassa di solidarietà tra ferrovieri.






Comunicato N° 3-2023





ENNESIMO LICENZIAMENTO IN FERROVIA


Ennesimo licenziamento! Mentre siamo già impegnati a sostenere il collega macchinista Adriano Patti di Bologna, i colleghi di Rfi di Viterbo e il collega Sandro Giuliani, ex capotreno di Roma Termini, arriva la sentenza di primo grado per il collega Luigi Puntoriero.

Rivolgiamo un appello a colleghi e colleghe (iscritti e non) a stringersi attorno al collega Luigi Puntoriero mostrando solidarietà tangibile in un momento di grande difficoltà economica.

Il nostro collega – tecnico di ufficio presso Ferservizi e coordinatore regionale USB – aveva già subìto due sanzioni (sospensione dal servizio) nel 2016 e nel 2018 per aver rilasciato dichiarazioni sullo stato di sicurezza della galleria Santomarco nella tratta Cosenza Paola (dove nel 2017 un treno è sviato a causa delle pessime condizioni di rotaie e galleria) e in seguito alla temporanea chiusura della biglietteria di Lamezia Terme. Nel 2020 chiede controlli ispettivi nella stazione di Paola che, durante la notte, si trasforma in un cantiere per l’effettuazione di lavori di ristrutturazione. Non riceve risposta.

Denuncia nuovamente e perentoriamente i potenziali rischi per i lavoratori in una situazione del genere.

Un anno dopo arriva il licenziamento, per motivare il quale vengono sommate anche le contestazioni degli anni precedenti.

Nelle sentenze emergono fattori di allarme per gli attivisti e i lavoratori che richiedono controlli a difesa della sicurezza sul lavoro. Risulta che:

 - è legittimo sanzionare un lavoratore anche a distanza di un anno perché il termine di decorrenza dei 30 giorni stabiliti dal CCNL ha inizio da quando       l’azienda è venuta a conoscenza del fatto (!).

Con questa impostazione, quella che doveva essere una tutela per il lavoratore (la sanzione è

comminabile entro un tempo ragionevole da quando l’atto è stato commesso) si trasforma in una spada

di Damocle a tempo indeterminato sulla testa del lavoratore;

 - il diritto di espressione e critica sindacale è garantito dalla Costituzione ma si sottolinea che tale limite non deve essere “travalicato”.

Un’affermazione del genere lascia un margine di soggettività e discrezionalità tale (quale limite ci può essere in tema di sicurezza e salute?) da rendere impossibile la denuncia di senza avere conseguenze;

 - viene ancora una volta invocato il Codice etico e la lesione di immagine in seguito a dichiarazioni rilasciate ad organi di stampa e organismi esterni (es. Vigili del fuoco, Comando dei carabinieri !).

Questo aspetto viene continuamente invocato in tutte le sanzioni finora comminate ma termini quali “collaborazione” e “reciproco rispetto” vengono sistematicamente tradotti di fatto in “totale riservatezza” “obbligo di fedeltà” con divieto di critica e di cronaca .

La Cassa di Solidarietà intende contribuire alle spese processuali di Luigi, fa la sua parte per un sostegno economico a fronte della pesante situazione relativa anche al termine della Naspi e mette a disposizione il proprio IBAN: IT92C0103039551000001461615 intestato a “CASSA DI SOLIDARIETA’ TRA FERROVIERI” per raccogliere sottoscrizioni in suo favore. Nella causale specificare “PER LUIGI PUNTORIERO”.

È importante sensibilizzare lavoratori e lavoratrici su questa vicenda all’interno degli impianti, mobilitarsi per Luigi e mostrargli vicinanza promuovendo una rete di solidarietà intorno a lui. L’inasprimento delle sanzioni disciplinari è un dato di fatto, quello che sta capitando a molti colleghi potrebbe capitare ad ognuno di noi; è un imperativo adoperarci per contrastare questa virata repressiva e ostile verso i lavoratori.


   22 marzo 2023                                                                                                                                                                         Il Direttivo della Cassa di Solidarietà





Comunicato N° 2-2023





LICENZIAMENTO ADRIANO PATTI

Il 2023 inizia nel peggiore dei modi per il mondo del lavoro in ferrovia.

Il 3 gennaio 2023 arriva la lettera di “licenziamento con preavviso” al collega macchinista Adriano Patti. Adriano è un macchinista che da qualche anno è passato da FER a Trenitalia TPER. 

Un giorno, in una situazione di degrado dei sistemi di sicurezza per guasto improvviso, si trova, da solo, ad affrontare una situazione delicata, affidata unicamente a lui (stava effettuando un servizio ad Agente Solo, senza quindi quell’importante controllo che avrebbe potuto fornire il secondo macchinista se il servizio fosse stato svolto a Doppio Agente). Su una linea piena di Passaggi a Livello (la Mantova – Modena) gli viene ordinata una Marcia a Vista (MAV) su un PL per mancanza controllo da parte del DCO. Era il terzo di tre PL consecutivi, Adriano confonde il secondo con il terzo ed effettua la MAV su quello regolarmente chiuso, poi riprende la corsa passando, erroneamente, sul PL guasto senza effettuare la prescritta MAV. Il PL era con le sbarre alzate ma fortunatamente non era interessato da traffico veicolare. Il macchinista, rendendosi istantaneamente conto dell’errore commesso, arresta il treno subito dopo e in seguito a contatti con il DCO, non essendoci state conseguenze materiali, veniva autorizzato a proseguire la corsa. Un simile evento, purtroppo, nel corso del tempo si è verificato tante altre volte e mai è stato sanzionato col licenziamento.

Fin qui i fatti.


CONSEGUENZE: 

Ad Adriano viene contestata la mancanza, distaccato dai servizi di macchina e convocato a colloquio. Inizia il percorso previsto dalla COCS: ricomposizione delle competenze (scuola) ed esame finale per la conferma alla qualifica di macchinista in caso di esito positivo.

La violenza arriva il 3 Gennaio 2023, quando a soli DUE giorni dal suddetto esame arriva la lettera di licenziamento con preavviso. È un fatto inaudito perché mai si era sanzionato in questo modo l’errore umano in un inconveniente di esercizio seppur potenzialmente grave che non implica interesse, volontarietà, negligenza di comodo... né del resto il CCNL lo prevede. Vogliamo porre all’attenzione di tutti la gravità di questo estremo provvedimento disciplinare che dimostra in maniera inequivocabile come si tenda a scaricare sul lavoratore le carenze tecnico/organizzative di un sistema ferroviario che punta prioritariamente al profitto a discapito della sicurezza.

Forse avevamo ragione, nello specifico, quando invitavamo i macchinisti a NON accettare ordini di Marcia A Vista sui PL senza la preventiva garanzia di avvenuta protezione lato strada. Se così fosse stato, sicuramente il PL guasto e aperto sarebbe stato comunque fisicamente protetto anche nel malaugurato caso di salto della MAV.

Ci teniamo a sottolineare la grave portata di questo licenziamento che inevitabilmente minerà la tranquillità di ogni ferroviere durante il lavoro sapendo che una mancanza nello svolgimento delle proprie mansioni -può accadere ad ogni lavoratore-, fino a ieri poteva comportare una sanzione conservativa, oggi potrebbe portare al LICENZIAMENTO e quindi, probabilmente, alla perdita di sostentamento per una intera famiglia!

La Cassa di Solidarietà stigmatizza tale provvedimento. 

Colpisce, infine, l’assordante silenzio delle OO.SS. firmatarie di CCNL ed accordi. Lasciar passare in sordina un episodio come questo, rafforza la convinzione nella parte datoriale di poter agire impunemente e costituisce un pericoloso precedente a danno dei lavoratori.   Ci dichiariamo, fin da adesso, a fianco del lavoratore colpito che sosterremo economicamente nell’affrontare le spese legali secondo il nostro statuto e le nostre risorse e sosterremo ogni altra iniziativa in suo favore.  Esortiamo i lavoratori a rigettare tale affronto lanciato sul proprio lavoro e invitiamo i diretti colleghi di Adriano a estendere la rete della solidarietà. 



    02 febbraio 2023                                                                                                                    Il Direttivo della Cassa di Solidarietà





COMUNICATO 1-2023